Archive for Ottobre, 2009

28/10/2009

Perchè quelli del centodestra non si dimettono mai (compreso quelli che vanno con le minorenni e le “escort”)?

E’ vero, il Pd e la sinistra sono diversi. Quando uno sbaglia si dimette e si ritorna a votare. Da Del Turco a Marrazzo: il centrosinistra ha sempre dimostrato di credere nel senso della politica. Anche Prodi ha accettato il voto di sfiducia del Parlamento dopo il caso “Mastella” nonostante si ricordasse benissimo il “tradimento” di Bertinotti di dieci anni prima.
I due governatori del centrosinistra sfiduciati politicamente perchè colpiti da scandali si sono dimessi immediatamente per ridare la voce agli elettori attraverso le elezioni anticipate. Se ricodate, due anni fa, Marzio Strassoldo e la sua maggioranza di centrodestra in Provincia di Udine fecero melina per oltre due mesi e il consiglio provinciale dovette sfiduciare e mandare a casa l’ex presidente della provincia che non voleva assolutamente dimettersi dopo la vicenda “voto di scambo” per la quale è stato recentemente condannato.
A sinistra fa eccezione, purtroppo, Bassolino. Sono convinto che il governatore della Campania deve fare un esame di coscienza perchè non è riuscito a risolvere i problemi della sua regione, soprattutto quelli dei rifiuti e questo è già sufficiente a chiedere le sue dimissioni.
A destra , anche quando uno va con minorenni, escort (puttane), corrompe giudici, paga testimoni, si fa le leggi per non essere processato e, se dichiarato colpevole, non andare in galera, cascasse il mondo, non lasciano la poltrona nemmeno da morti e sepolti.
La vera domanda è perchè nonostante l’evidenza la gente vota ancora Berlusconi?

3 Commenti »

27/10/2009

Ora c’è bisogno di fare, altro che abbandonare il partito: vero Rutelli?

per_italia11841_img.jpg Sono stati mesi importanti, importanti per il Partito Democratico, per chi ha fatto sempre politica, per chi ci si era allontanato ed ora ci si è riavvicinato, per chi si interessa di politica adesso, per la prima volta.
In questi mesi si è parlato di crisi, di lavoro, di perdita di lavoro e di chi non è mai o non ha ancora raggiunto una occupazione stabile e sicura. Si è parlato di sanità, di welfare, di scuola, di università e di ricerca. Si è parlato del futuro e di chi si sente oppresso e vuole liberarlo o di chi vuole dare un senso al proprio futuro.
C’è stata un bel po’ di gente impegnata. Le discussioni spesso sono state aspre ma senza rabbia, non c’è scoramento, c’è molta voglia di dire, di fare e di proporre. Tutti hanno voluto e vogliono giustamente dire la propria opinione, portare istanze. Ora si è votato, siamo stati in tanti, tantissimi, ci ha fatto sentire vivi, importanti, molto meno soli.
Il partito cosidetto “liquido” era andato in ebollizione e stava per evaporare, Dario Franceschini ha il grande merito di aver messo il coperchio e di aver fatto capire a tanti che il PD non è una utopia perche la gente ha bisogno di vederti, di toccarti, di parlarti, di capire che ci sei, non che “si può fare” ma che tu “puoi fare” qualche cosa per loro.
Ora tocca a Pierluigi Bersani continuare, c’è bisogno d’organizzazione e di circoli, non scendiamo sullo stesso piano dell’avversario, non parliamo del vago, non andiamo alla continua rissa televisiva, sono più forti sul quel piano, lo hanno dimostrato, erano anni che si preparavano e li vincono non certo per miglior dialettica o proposta ma perché riescono a non far arrivare il tuo messaggio che è migliore. Organizziamoci amici e compagni e lavoriamo, lavoriamo sodo è questo che vogliono i tre milioni delle primarie, facciamolo!
E Rutelli che se ne vada pure. Ha ragione Romano Prodi dicendo che “se uno se ne va, nel partito non succede niente, perchè resta la grande forza unitaria dimostrata con la partecipazione di popolo domenica scorsa.
————————————————————————-
Tutti i risultati per seggio della provincia di UDINE dele Primarie del 25 ottobre: primarie_2009_prov_udine__tutti-iseggi.xls

Nessun commento »

26/10/2009

Grazie Dario!

3895081769_3f30b87e17_s.jpg Il 25 ottobre di quest’anno come quello del 2008 è stata una grande giornata per la politica e la democrazia italiana.

Più di due milioni e ottocentomila votanti, diecimila seggi e una marea di volontari. Se qualcuno nel Pd ha ancora dubbi sulle primarie deve certamente ricredersi.

Il voto degli elettori ha confermato nella sostanza quello degli iscritti. Bersani ha vinto, ma Dario Franceschini ha avuto proprio ieri la conferma d’aver svolto bene la missione di salvare il Pd dopo che lo ha preso per mano nel momento più difficile e oggi può consegnarlo in salute e pronto ad un effettivo rilancio anche dopo lo sconsolante caso Marrazzo.

La vera forza delle primarie del PD è la partecipazione. Quasi tre milioni di elettori non li aveva previsti nessuno. Il popolo democratico ha invece reagito con un atto di generosità e responsabilità, qualità più rare ai vertici. La corsa alle primarie è una scossa positiva per il Pd, in cerca d’identità da troppo tempo. Ed è una spallata al governo Berlusconi, già avvitato in un evidente declino. Una spallata vera e potente che arriva da Cittadini normali che si sono svegliati presto di domenica, messi in fila, versato un contributo, atteso i risultati fino a notte. Non perché Bersani, Franceschini o Marino siano leader di travolgente carisma, né sull’onda di un entusiasmante dibattito congressuale. Ma nella speranza d’infondere al principale partito d’opposizione la forza necessaria per mandare a casa il peggior governo della storia repubblicana.

Questo è il chiarissimo mandato che il popolo delle primarie consegna nelle mani del vincitore Bersani. Il nuovo leader democratico deve affrontare il rinnovamento interno al partito, che non sia la solita mano di bianco sulla nomenklatura. Nei confronti dei casi inquietanti segnalati qua e là, la base si aspetta da Bersani che agisca con rapidità e chiarezza spazzando via le ambiguità del largo consenso ricevuto dai “clan” dalemiani, bassolinani, loiero e soci.
Occorre certo un po’ di coraggio, quello che è sempre mancato ai leader, davvero non al popolo di centrosinistra. Ma il coraggio, se uno non l’ha, milioni di voti glielo potrebbero pur dare. A Prodi e a Veltroni non erano bastati. Bersani ne ha presi molti meno, ma alla fine di primarie vere e combattute fino all’ultimo.
——————————————————————
I risultati delle Primarie in Friuli Venezia Giulia: risultati-primarie-fvg-def.doc

Nessun commento »

24/10/2009

Domenica decidono gli elettori del PD

testata-esterna.jpg————————————————
Una alternativa credibile per l’Italia
——————————————————————————–

In circa due mesi c’è stato tempo per ragionare sulle alternative. Ormai tutti o quasi avranno maturato un loro orientamento.

Andare a votare Domenica è una opportunità e un dovere per tutti gli elettori del PD, anche per quelli sfiduciati che non riescono a riconoscersi in nessuno dei candidati alla carica di segretario nazionale o segretario regionale. Se nelle urne ci fossero almeno un paio di milioni di schede. E chiunque capisce quanto ce ne sia bisogno di partecipazione alla vita democratica oggi in Italia.

Le ragioni per cui sostegno Dario Franceschini e Debora Serracchiani le ho già esposte e sono contenute nei post precedenti. Ci tengo ad aggiungere che Dario nel corso della campagna congressuale è realmente cresciuto. Ha assunto posizioni determinate e concrete intorno ai nodi cruciali dell’agenda congressuale (partito aperto, ricambio). Sarà come dice Bersani, che Dario è un centometrista, ma il percorso l’ha affrontato con stile, senso del ritmo, brio, determinazione. Sarebbe un vero peccato cambiare segretario proprio ora. La sfida con un concorrente come Bersani lo ha spinto ad essere più coraggioso di quanto non fosse apparso in precedenza, realmente determinato a non essere un leader che negozia su tutto per galleggiare, nè un leader di transizione.

Alle domande sul futuro del PD e del Paese ha risposto in maniera esemplare: nessun pasticcio, niente deroghe al bipolarismo; no a cambi di maggioranze senza il ricorso a nuove elezioni; si al ritorno del collegio uninominale per consentire agli elettori di scegliere i parlamentari; no al sistema elettorale proporzionale tedesco; si ad una difesa rigorosa delle primarie; si a togliere la politica dalla Rai; no al nucleare.

bandiera_pd2200_img.jpg Ultimo appuntamento della campagna elettorale a Udine, sabato 24 ottobre, alle 18:30, al Palamostre, con Franceschini e Serracchiani. Domenica 25 si vota.

Sono candidato dei Semplicemente democratici per l’Assemblea Regionale a sostegno della candidatura a segretario regionale di Debora Serracchiani.

Attenzione, si può votare per una sola lista per ciascuna scheda (nazionale, regionale). Se si mettono due segni su una stessa scheda viene annullato il voto!

Nessun commento »

14/10/2009

It’s time to go!

Chi non si riconosce nella grande maggioranza del partito e crea queste dirompenti situazioni dovrebbe avere la coerenza di uscirne.
Probabilmente una come la senatrice Binetti non sarebbe stata di casa nemmeno nella Democrazia cristiana.

La Binetti, che tra l’altro (assieme ad altri teodem) non era neanche a votare contro lo scudo fiscale (altra dirompente situazione che fa perdere credibilità al partito) mi sembra in totale confusione, ma votare Bersani a titolo di ripicca personale mi sembra un errore fatto sopra un suo errore (pietà per i compagni bersaniani, a quelli friulani già soffiano venti di …”Guerra”).

Votare una legge contro l’omofobia credo debba essere in linea con le idee di un partito riformatore e di centro sinistra.

E credo sia ancora più in linea con il suo codice etico e il manifesto dei valori.

L’omofobia e la xenofobia vanno combattuti con tutti i mezzi civili possibili anche alla luce dei gravi episodi che si stanno verificando.

Per cui credo che Dario Franceschini abbia ragione, non vuol dire “pensiero unico” tracciare linee precise che deve seguire un partito.

Poi ovviamente le sfumature ci devono essere, ma votare una legge anti xenobia deve essere un caposaldo per un partito che si definisce Democratico.

Mi trovo ancora daccordo con Franceschini: qui non si chiedeva matrimoni gay… Si chiedeva il rispetto dei diritti fondamentali e civili dell’uomo.

Nessun commento »

12/10/2009

Si può fare… ancora…

i_tre_moschettierib2795_img.jpg Si alcuni erano rimasti delusi…. aspettavano altri candidati forse….Altri erano scettici, non davano un alto profilo a chi si era candidato. Altri sostenevano che, in fondo, i tre non erano così diversi e che non ci fosse nulla di nuovo.
Alla convenzione nazionale sono uscite fuori le capacita e le diversità. Il forte taglio laico di Marino, l’economista e sostanziale Bersani, la novità e la freschezza Franceschini.
Mi affascina parte del discorso di ognuno dei tre ma guardando complessivamente la “cosa” mi sono ancor più convinto di aver puntato su Dario Franceschini. Nelle sue parole traspare chiaramente la volontà di dare una sterzata che non è nè verso il centro nè verso la sinistra del partito ma verso il PD ed il suo progetto che in questo momento è in stallo.
E’ questa mozione che si avvicina maggiormente al progetto di partenza, allo spirito maggioritario che è e deve essere la colonna portante del PD, altrimenti non aveva senso fare tutto ciò che si è fatto, tanto valeva restare come stavamo.
C’è poi la capacità di fare proposte concrete per contrastare la crisi, l’interesse per l’economia verde, il rinnovamento della classe dirigente, l’apertura verso i giovani e i giovani quadri (vedi Debora Serracchiani), la questione morale, la laicità della politica, la valutazione dei risultati, anche in politica.
Io penso che Franceschini, in questi mesi, abbia conquistato molti anche perché, oltre al progetto, è il classico esempio di persona che, se gli dai spazio e possibilità, tira fuori tutte le sue capacità. C’è bisogno di questo nel partito, dare spazio, con criterio ma dare spazio.
Se vincesse Dario Franceschini alle primarie del 25 ottobre io penso che finalmente, sullo scenario della politica italiana, prenderebbe forma un nuovo modo di fare politica, più diretto, più fresco ma non per questo meno ragionevole, che tenga ed incentivi quanto di buono c’è già che apra alle novità senza remore ed arroccamenti. Spero molto che, comunque finisca, non ci si attardi in sterili polemiche, perché il paese non ha tempo, non c’è più tempo!
Si può fare…ancora…

2 Commenti »

02/10/2009

Il perchè delle mie dimissioni

Molti cittadini, e non solo, del mio comune chiedono i motivi delle mie dimissioni da consigliere comunale. Anche se la maggioranza della gente di Remanzacco non penso si soffermi sui motivi delle mie dimissioni e credo sia un fatto marginale rispetto ai problemi veri e seri che invece sta vivendo, ecco alcune righe di spiegazione cliccando al file:
le-mie-dimissioni.doc

Nessun commento »