Archive for Marzo, 2009

22/03/2009

Noi, il PD

“Raccontate quello che avete visto”. Cosi Dario Franceschini ha concluso l’assemblea nazionale dei circoli PD. Il segretario si è detto soddisfatto e orgoglioso dell’incontro con la base democratica, che “nella riunione di oggi ha mostrato qualità e impegno”. “La politica deve iniziare dal basso, dalla base” ha ribadito più volte Franceschini, anche perché l’assemblea ha visto protagonisti “molti giovani e molte donne”. Un grande successo ha riscosso l’intervento di Debora Serracchiani, coordinatrice dei circoli cittadini di Udine.

“Siamo un grande partito” - rivendica orgogliosamente Franceschini – “Che ci sia il dibattito, anche quello duro, ma che si faccia al chiuso e si esca con una voce sola”. E proprio i passati dissapori interni spingono il leader democratico ad un gesto insolito per un politico: “Mi scuso – dice ai rappresentanti dei circoli – perché, mentre voi lavoravate a stretto contatto con i problemi veri, anche con la delusione dei nostri elettori, i dirigenti non facevano altro che litigare. Ma oggi è successo qualcosa di importante: nessuno di noi si è chiesto se chi parlava provenisse da questo o da quel partito. Siamo un unico popolo”.

Il legame con la base rimane una priorità. Spetta a tutti, ai dirigenti quanto ai circoli locali, tenere aperti i temi che ci stanno a cuore (ad esempio l’assegno di disoccupazione). Non basta un titolo al telegiornale, bisogna parlare con la gente”.

Non tralascia nessun tema Dario Franceschini, passando anche per la stesura delle liste per le prossime elezioni europee, che dovranno essere “forti e pulite, come richiede il nostro codice etico”.

Le ultime battute riguardano l’attuale situazione politica. “Dobbiamo far capire agli italiani – insiste Franceschini - che, alle europee, c’è in ballo qualcosa di più profondo di una semplice vittoria politica. L’ho detto e lo ripeto: Berlusconi pensa di stravincere, a quel punto farebbe cose inimmaginabili. Non vincerà, perché troverà sulla sua strada noi!”

Il segretario chiude con un proverbio africano, letto su uno dei tanti biglietti arrivatigli durante l’assemblea: “Se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai insieme agli altri. Noi vogliamo andare lontano”.
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15/03/2009

Prodi: Rinnovo tessera PD perché è speranza per futuro paese

prodi_150309.jpg Il Pd è la speranza del paese per il futuro. Romano Prodi spiega così il motivo per cui ha rinnovato la tessera del partito, pur dicendosi meravigliato del clamore che questo gesto ha suscitato: “Forse si aspettavano che non la rinnovassi?“, dice ironico.

“Non possiamo che scommettere in questo - ha detto l’ex premier riferendosi al Pd - . Io sono entrato in politica in età avanzata, a 55 anni circa, con l’idea ben precisa di mettere insieme i diversi riformismi che erano stati divisi in guelfi e ghibellini dalla Guerra freddda, metterli insieme e cambiare le cose: è l’Ulivo. Evidentemente il Pd ha fondamento in quest’idea e deve andare avanti, questo è il significato della mia tessera”.

Secondo Prodi “se non teniamo assieme le forse riformiste l’Italia non si salva e il Pd è ultima speranza per il rinnovamento del paese“.

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08/03/2009

Il destino dei Cattolici Democratici nel PD

Di bioetica e in particolare di testamento biologico all’interno del PD si continuerà a parlare a lungo. Temi così importanti e delicati non possono essere affrontati senza misurarsi sul ruolo attuale del cattolicesimo democratico nel rapporto con la Chiesa e con la storia.
La questione riguarda particolarmente il destino dei cattolici impegnati dentro il Partito democratico.
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05/03/2009

Rimettiamoci in cammino

Veltroni con le sue dimissioni ha messo tutti di fronte alle nostre responsabilità. Il progetto del PD poteva naufragare, all’indomani delle elezioni europee, insieme con la sua leadership, dilaniato tra la spinta a farne un tradizionale “partito (democratico) di sinistra” ed altre nostalgie centriste. Facendosi da parte, ha imposto a tutti di dire, in maniera esplicita, dove vogliamo andare.

Dario Franceschini consente al PD di mantenere la rotta e si è impegnato a farlo. Con la scelta simbolica di giurare sulla Costituzione a Ferrara, le posizioni pubbliche dei giorni successivi su testamento biologico ed election day, sulla proposta concreta dell’assegno di disoccupazione, sta dando prova di capacità di leadership forse sottovalutate, aiutato anche dal silenzio, per ora, dei professionisti della polemica interna (un altro effetto benefico dello shock provocato dalle dimissioni di Veltroni) e finalmente riusciamo a non farci sempre dettare l’agenda e spostiamo il confronto su temi che coinvolgono direttamente le tante persone che hanno già perso il lavoro o lo stanno per perdere ma che interessano le famiglie e le imprese, fortemente preoccupate per il futuro.

Il cammino continua, dunque, almeno fino a quando rimarranno fermi gli obiettivi per i quali il PD è stato fondato.
L’impegno per costruire un partito plurale, capace di elaborare, laicamente, attraverso il dialogo razionale, il pensiero nuovo che serve per affrontare i dilemmi etici inediti posti dall’evoluzione tecnologica in campo medico (e non solo).
Un partito meno oligarchico di quelli ereditati dal secolo scorso, in cui gli incarichi sono contendibili, che sa aprirsi alla partecipazione di tutti i suoi elettori per la scelta dei candidati alle principali cariche di governo, dell’indirizzo politico e la leadership nazionale.
Un partito capace di proporre un programma di riforme per modernizzare l’Italia, come quello esposto nel discorso di Veltroni al Lingotto, superando pigrizie e conservatorismi tipici tanto della destra quanto della sinistra.
L’impegno per un “nuovo bipolarismo”, per un centrosinistra meno frammentato, reso più forte dalla presenza di un grande partito riformista quale il PD vuole e può essere.

Per il momento non mi scoraggio, e inviterei a fare altrettanto.

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