Archive for Dicembre, 2008

30/12/2008

Panem et circenses

I triestini esultano per i contributi della giunta Tondo per il loro svago e i friulani e i carnici invece piangono …

Leggo sconcertato il comunicato esultante del consigliere regionale triestino del PDL Bucci in cui sostiene che Trieste ritorna a essere protagonista grazie alle risorse messe in campo, ben 200 mila euro per Capodanno e Carnevale a Trieste, dalla nuova giunta regionale guidata dal carnico Tondo sostenendo che: “proprio in questo particolare momento che le istituzioni devono aiutare i cittadini a poter trovare momenti di svago e di aggregazione anche nella propria città attraverso manifestazioni e spettacoli pubblici”.
Cosa devono dire quei cittadini della nostra regione che non solo riescono a trovare, ma nemmeno a pensare ai momenti di svago, come gli operai della Caffaro e di tutte le altre aziende in crisi della regione; ai disoccupati e ai cassintegrati; ai piccoli artigiani, agricoltori e commercianti che stentano a sbarcare il lunario con la crisi dell’economia reale; a tutte quelle persone (molte) che hanno oltrepassato la soglia di povertà (dagli anziani autosufficienti alle famiglie con molti figli; dalla gente che vive nelle aree marginali della regione a quella che non c’è la fa più a pagare il mutuo o l’affitto nelle aree fortemente urbanizzate e soprattutto a Trieste si contano queste persone) che si sono aggiunti in questi ultimi tempi alle categorie storicamente dichiarate disadattate.
Gli antichi gerarchi romani usavano dire: “panem et circenses”
Questo è anche il motto della nuova giunta Tondo?.
Non è che noi friulani e carnici dobbiamo iniziare già a rimpiangere il “faraone” Illy?
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Buon 2009 a tutti, con più “panem” e molto meno “circenses”.
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Alla sezione Newsletter - lettera n.40 - le dichiarazioni del consigliere regionale PDL Bucci

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11/12/2008

Filippo Andreatta per un futuro del PD senza ipocrisie

andreatta.jpg
Guardate bene questo volto. Potrebbe essere il futuro del Pd.
Leggetevi l’articolo apparso sul Corriere della Sera l’8 dicembre firmato da Filippo Andreatta (cliccando al file: andreatta_corriere_8_12_08.pdf).
Secondo un’indiscrezione pubblicata sull’ultimo numero dell’Espresso infatti, Filippo Andreatta, il professore più giovane dell’università di Bologna (insegna Relazioni Internazionali) e figlio di Beniamino Andreatta - l’inventore con Romano Prodi dell’Ulivo - rappresenterebbe il dopo Veltroni. D’Alema ne ha parlato recentemente: “E’ necessario un nome nuovo, qualcuno che rappresenti un cambio generazionale e che non provenga dalla storia del Pci e dei Ds. Un emiliano come Pierluigi Bersani, ma diverso per età e origine.

E, soprattutto, uno che la pensi come D’Alema sul segretario del PD: “Veltroni - ha detto, infatti il giovane prof nel citato articolo al Corriere della Sera - potrebbe mantenere la leadership abbandonando però la pretesa di essere per forza il prossimo candidato alle elezioni. Potrebbe così dedicarsi, libero da condizionamenti, a costruire una coalizione in grado di battere il centrodestra e un partito nuovo in cui le vecchie nomenklature lascino il posto a una nuova (non solo anagraficamente) classe dirigente”.

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09/12/2008

La questione morale: il primo punto all’ordine del giorno per il futuro del PD

Un partito, una forza, una coalizione, non vanno tenuti insieme solo dalla forza del programma o dalla serietà dell’amministrare. Serve quello. Ma serve un principio di appartenenza, una comune lettura del tempo, un’idea di dove vuoi condurre tradizioni e valori, senza di cui manca il perno intorno al quale tutto il resto ruota. Il nodo è lì. Che un partito, una comunità di persone, non sta insieme solo nel nome di uno statuto o di un “codice etico”. Ecco, già l’idea di un “codice etico” mette i brividi. Perché il contenuto di quel codice, in teoria, se la comunità di cui sopra esiste per davvero non avrebbe bisogno di esser messo nero su bianco. Dovrebbe funzionare da solo. In automatico. E’ quella cosa per cui se io sono indagato dalla magistratura, non attendo che qualcuno mi segnali la necessità di fermarmi e collocarmi di lato. Lo faccio. Punto. Perché sento che la mia comunità ne ha bisogno. Perché sono parte di qualcosa che non dipende da me, ma che dalle mie scelte può trarre beneficio o danno. E lo stesso vale per i singoli comportamenti. Sento dire che ci sono atteggiamenti e fatti e circostante che non hanno rilevanza penale. Benissimo. Ma il punto non è sempre la rilevanza penale. Se un atto, una decisione, un comportamento, lede la credibilità dell’insieme (vedi rifiuti in Campania) è buona norma prenderne atto e comportarsi di conseguenza.
La politica oggi ha un problema serio, serissimo, di “stile”. “Stile” nel senso di restituire un profilo caldo, umanamente vicino, alle pratiche di una politica “cattiva”, lontana dalla sensibilità di molti. Davanti a questo dato non basta dire che la società civile è peggio. Sarà pure vero e per mille casi. Ma cosa cambia? E’ la politica che dovrebbe ricostruire con pazienza una tela slabbrata. E se lo facesse, allora anche parlare di riforme – giustizia, scuola, sistema federale ed elettorale – tornerebbe più semplice. Meno ostico. Dobbiamo affidare le chiavi della nostra democrazia a personalità che abbiano la saggezza di altre stagioni e recuperino la credibilità dei padri costituenti per ristabilire quell’equilibrio dei poteri, e tra i poteri.
Non è certamente credibile colui che inneggia alla questione morale dopo che ha fatto approvare leggi “ad personam” per non finire in galera e come il bue grida cornuto all’asino, ben sapendo, tra l’altro, che a destra la questione morale non è mai stata tra i primi punti all’ordine del giorno.
Dalla nostra parte, nel Partito democratico, ci vuole un forte richiamo alla questione morale sulla selezione e sul ruolo della nostra dirigenza perchè il nostro elettorato è molto sensibile ai temi della moralità pubblica e su questo non chiede sconti.
Il futuro del PD passa prioritariamente attraverso la soluzione della questione morale e viene prima di tutte le altre: settentrionale, federale, elettotale, collocazione europea; prima ancora della soluzione della crisi dell’economia reale.

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04/12/2008

Il governo Berlusconi elimina l’incentivo del 55% di detrazione Irpef per il risparmio energetico

Il governo Berlusconi con il DL 185 del 29 novembre del 2008 intende eliminare l’incentivo del 55% di detrazione fiscale Irpef sui costi sostenuti per migliorie atte al contenimento energetico o installazione di pannelli solari.
Altro che aumento Iva a Sky. Di fronte all’editto albanese del Cavaliere la cosa rischia di passare inosservata.
Facciamolo sapere a tutti e impegnamoci a contrastare questo provvedimento che è contro il buon senso e che alla lunga va nella direzione di giustificare le centrali nucleari in Italia. Se solo il 10% delle famiglie italiane che hanno case di proprietà decidesse di installare un impianto fotovoltaico di 3KW, si avrebbe la disponibilità di una potenza di almeno 3 centrali nucleari moderne da 1,5GW.
Risparmio energetico, energie rinnovabili, fotovoltaico, sono queste le azioni da incentivare e da promuovere mentre il duo Berlusconi/Tremonti cosa fa? Con l’articolo 29 comma 7 della sopracitata legge non solo mette un limite di fondi disponibili, ma crea complicazioni burocratiche tali che sarà come giocare alla lotteria vedersi riconosciuto il 55% di detrazioni fiscale sulle spese sostenute. Vergogna!!
In tale articolo infatti si prevede che la detrazione fiscale del 55% sulle spese sostenute per iniziative volte al risparmio energetico prevista dalla legge n. 296/2006, non sia più automatica, bensì soggetta ad un plafond annuo ed autorizzata dall’Agenzia delle entrate.
E’ questo l’aiuto che il governo dà alle famiglie? E poi non vuole più sottoscrivere il protocollo di Kyoto. Doppia Vergogna!!
E poi fanno tanto can can con i 40€ , la social card,… i bonus,..
Si preannunciano altri disastri dopo la riforma Gelmini ed è giunta l’ora che la gente si svegli da questo torpore mediatico .
Non è bastato al Caimano e a Tree Mountains farci pagare i famosi 2,7 miliardi di euro con la brillante operazione Alitalia, facendola andare praticamente in fallimento.
Fermiamoli, per favore , facciamoci sentire!!
E il PD discuta di cose più concrete, intanto meno liti interne, più questione morale e più partito federale.

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