Archive for Settembre, 2008

23/09/2008

Ecco come si spendono e … spandono i soldi dei contribuenti Friulani

foto0004.jpg foto0002.jpg 15.000 € spesi dalla Provincia di Udine per queste magliette con scritte in “marilenghe” distribute a Friuli Doc………!

Questo è il livello delle iniziative di carattere promozionale culturale-turistico di Palazzo Belgrado e l’On. Fontanini (il Brunetta “de noantri”) viene a farci la morale che gli enti pubbllici devono spendere bene e meglio i soldi ricavati dalle tasse dei cittadini. Mah….

Povera Provincia, Povero Friuli.
Non è che da Strassoldo a Fontanini siamo caduti dalla padella alla brace?

Friulani, sveglia !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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16/09/2008

“Casca” anche il Cascamificio friulano

Dopo la chiusura nel 1997 della TRICOR , azienda tessile, con il licenziamento di 80 lavoratori tra cui 70 donne e nel 2000 della FORNASILLA, fabbrica di laterizi, rimasta a fine attività con 12 operai quando negli anni ‘60-’70 poteva contare più di 100, chiude anche un’altra delle imprese storiche della zona industriale di Remanzacco: il CASCAMIFICIO FRIULANO, con le messa in cassa integrazione dei 26 lavoratori rimasti (negli anni ‘80 la ditta superava le 80 unità).
La crisi, almeno così com’è stata descritta dalla proprietà, è dovuta al mancato reperimento del cascame in cotone, la materia prima per l’industria di trasformazione dello scarto in cotone semi-lavorato.
Sempre a detta del titolare del Cascamificio i cinesi assorbono interamente la materia prima dopo essere riusciti in questi ultimi anni ad acquisire il “know out” industriale.
Nonostante la forte concorrenza cinese al Cascamificio friulano, a differenza della crisi del distretto industriale della sedia, non mancano le commesse e gli ordinativi che non possono essere quindi soddisfatti, non per gli elevati costi aziendali rispetto alla produzione, ma proprio per l’assenza del cascame (un pò come la mancata reperibilità dell’argilla per la Fornasilla).
La crisi del Cascamificio allarga il fronte dei decessi delle aziende tessili friulane.
La manifattura tessile, un settore che va ormai scomparendo non solo nella nostra regione ma in tutti i Paesei europei più industrializzati.
Sedia e tessile quindi in fortissima crisi mentre anche altri settori dell’industria manifatturiera cominciano a scricchiolare.
Speriamo che i segnali congiunturali negativi dell’economia friulana vengano al più presto sovvertiti.
Infine mi domando ma è proprio tutta colpa dei cinesi?

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14/09/2008

La furbetta del grembiulino

gelmini355_11809_0.jpg Ricominciano le scuole e in questi ultimi giorni nel delirio distruttorio del governo Berlusconi si distingue Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione, severa maestrina dalla penna rossa che vuole riportare ordine e disciplina ferrea a scuola con i grembiulini, il voto in condotta, forti iniezioni di educazione civica, il maestro unico, insomma una restaurazione della vecchia scuola “devastata” dal ‘68, dagli insegnanti meridionali “tutti ignoranti” e dagli istituti scolastici meridionali “borbonici”.
Peccato che la Scuola elementare italiana, pardon Scuola primaria, sia tra le migliori d’Europa grazie soprattutto alla riforma della ministra Falcucci che aveva introdotto i moduli.
Ma questo è niente di fronte alla “coerenza” e alla “rigorosità” della ministra Gelmini.
La “maestrina” Mariastella nel 2001 si trasferisce temporaneamente da Brescia a Reggio Calabria per sostenere l’esame di stato per diventare avvocato. Perchè? Semplice, perchè in Calabria l’esame è più facile che in Lombardia.
La Gelmini chiede scusa per la furbata? Niente affatto, la ministra dichiara invece che: “a Brescia solo il 30% dei candidati all’abilitazione forense passava e allora insieme con altri 30 amici abbiamo deciso di andare a fare l’esame a Reggio Calabria“.
Mi chiedo come si abbia il coraggio di sparare a zero contro gli istituti scolastici del sud Italia e gli insegnanti “terroni“, bocciando il Meridione ma non per i suoi esami.
Quale esempio può dare la massima carica istituzionale scolastica agli alunni e agli studenti?
Dopo i “furbetti del quartierino” è arrivata anche la “furbetta del grembiulino“: 5 in condotta e ripetizioni con il maestro unico.
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L’intero articolo di Gian Antonio Stella pubblicato sul Corriere della Sera: “Da Brescia a Reggio Calabria
Così la Gelmini diventò avvocato
” cliccando al file: gelmini_furbetta.doc
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Al termine del suo articolo Stella si chiede: “Da oggi, dopo la scoperta che il minisro si è infilata tra i furbetti che cercavano l’esame facile, le sarà però un po’ più difficile invocare il ripristino del merito, della severità, dell’importanza educativa di una scuola che sappia farsi rispettare. Tutte battaglie giuste. Giustissime. Ma anche chi condivide le scelte sul grembiule, sul sette in condotta, sull’imposizione dell’educazione civica e perfino sulla necessità di mettere mano con coraggio alla scuola a partire da quella meridionale, non può che chiedersi: non sarebbero battaglie meno difficili se perfino chi le ingaggia non avesse cercato la scorciatoia facile?“.

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11/09/2008

Una destra senza vergogna: moralismo pubblico e immoralità privata

prost.jpg I recenti provvedimenti del governo di destra (dico destraaaaaaaaaaaa!!!!!) vogliono far diventare l’Italia un Paese moralista e reazionario in pubblico, consumistico e “puttaniere” in privato.
L’overdose mediatica e la propaganda berlusconiana sono riuscite a conformare in modo negativo l’Italia facendola sprofondare verso l’abisso etico, con metodi più “convincenti” di quanto aveva provato a fare il fascismo a suon di manganellate e olio di ricino.
Il Caimano, con il suo morso annunciato dalle sirene di regime (ministre/sottosegretarie ex veline/showgirl), ha deciso di ripulire le strade e i locali pubblici , oltre che dai barboni e dalle scovazze napoletane, dalle prostitute mentre sta facendo invadere le nostre case con i palinsesti televisivi mostrandoci tette e culi, annaffiando di carnalità e di volgarità un’infinità di spot (TV spazzatura compresa la RAI).
Povera Patria in cui anche i leader bigami della destra si sono ammantati di una sorta di veste moralizzatrice e si prostano al Papa, e le cortigiane dei potenti che per una fiction … poi nelle interviste elogiano la famiglia tradizionale come quei politici che, stressati dall’attività parlamentare, si “rilassano” nelle alcove red light (addirittura tripla quella friulana del deputato di Forza Italia durante l’ultima campagna elettorale) e ai party accompagnati oltre che dalle “escort” da droghe stupefacenti.
Forse non è neanche più ipocrisia. E’ una psicosi travolgente, una specie di miscuglio senza più vergogna tra moralismo e immoralità, ciascuno dei due settori complementare all’altro, il moralismo per coprire le tette (come la “crosta” di sottofondo a Palazzo Chigi che raffigura “La Verità svelata” del Tiepolo) e l’immoralità per trafugare le tette e possederle avidamente come trofeo, simbolo del “nuovo” potere e del “successo”.

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10/09/2008

La storia non è il luogo della mediazione: i torti rimangono torti

Le dichiarazioni revisioniste del Ministro della Difesa Ignazio La Russa, nel suo discorso a Porta San Paolo, nel giorno della commemorazione dell’inizio della guerra di Liberazione dal nazifascismo nella Capitale, stridono con l’esortazione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sulla necessità di “rafforzare il comune impegno di memoria, di riflessione, di trasmissione alle nuove generazioni del prezioso retaggio della battaglia di Porta San Paolo, della difesa di Roma e della Resistenza” e sulla necessità di animare un clima di condiviso patriottismo costituzionale“.

La storia non è il luogo della smemoratezza né quello del lavacro della verità né quello ancora della mediazione fra torti e ragioni: i torti rimangono sempre torti e le ragioni ragioni, al di là degli errori delle singole persone.

E’ vero che anche i morti dell’altra parte, cioè coloro che in buona fede ritenevano di combattere una battaglia giusta difendendo la repubblica di Salò, meritano rispetto per le proprie convinzioni e per il proprio sacrificio. Ciò che non è accettabile però è questa tendenza a mitigare sino ad edulcorare la verità storica di eventi tragici che all’uomo d’oggi chiedono quantomeno di essere conosciuti e onorati in termini di verità.
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Mi chiede ospitalità Mauro Cedarmas, membro del direttivo del PD di Remanzacco (a proposito: il mio blog è aperto a tutti i contributi democratici) con il suo intervento di Povoletto del 7 settembre scorso e con il comunicato stampa dell’ANPI - per leggerli clicca ai files: orazione_ufficiale_povoletto.doc -
comunicato_stampa-anpi.pdf

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07/09/2008

La politica non è piegarsi a quello che succede

veltro_festa1606_img.jpg Finalmente un Walter Veltroni molto tonico dopo la sconfitta elettorale e le polemiche interne sulla leadership del PD.
A Firenze sabato 6 settembre alla 1^ festa nazionale del PD Veltroni , in un intervento pieno di passione, grinta, speranza, ha tratteggiato la strategia del Partito Democratico, evidenziato le critiche al governo, fugato i dissidi interni (ottima la risposta alla bruttissima “entrata a gamba tesa” di Parisi) e centrato i temi identitari del partito: la difesa del lavoro, della scuola, dell’ambiente, la tutela dei diritti negati.
Non ci piegheremo al pensiero unico di destra. Abbiamo il dovere etico di andare controcorrente per difendere i principi e i valori in cui crediamo. La politica non è piegarsi a quello che succede“.
Verso il futuro, sapendo a chi dire grazie.
Per fortuna che esiste un presidente della Repubblica come Giorgio Napolitano”.
Veltroni ha citato anche altre personalità importanti per l’Italia a cui si deve fare riferimento: Vittorio Foache ha 98 anni ma con il suo ottimismo è il più giovane dei nostri dirigenti”, Tina Anselmi, Carlo Azeglio Ciampi e Oscar Luigi Scalfaro.
“I nuovi dirigenti -ha detto Veltroni- devono saper stare in mezzo ai problemi, non mi importa se non sanno fare un intervento molto bello, ma saper stare in mezzo agli operai, in mezzo alla gente comune. Chi è dirigente ha più responsabilità di altri, non lo è solo per avere privilegi. Dirigo un partito e ho l’interesse che tutti diano una mano, ho il dovere di ascoltare e di coinvolgere ma vorrei che ci fosse spirito di squadra. In una squadra si sta insieme sia che si vinca, sia che si perda. Coinvolgerò tutti i dirigenti, ma voglio anche fare avanzare una nuova generazione che abbia l’età, la freschezza, le idee del Pd del futuro, non di ieri ma di domani”.

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06/09/2008

Svegliamoci!!! Prima che sia troppo tardi.

Alcuni esponenti del PDL della Provincia di Udine sono certamente “degni” del loro leader nazionale in fatto di procedimenti
penali e di comportamento etico (non voglio fare nè il giustizialista nè il moralista, però una questione morale della classe dirigente friulana del PDL credo si ponga, al di là di quelle che sono e saranno le sentenze giudiziarie).

Mi fermo perciò a formulare alcune considerazioni su “Palazzo Blelgrado” senza spostarmi su altri palazzi occupati dal centrodestra e altri luoghi molto meno istituzionali di “piacevole approfondimento” dei temi elettorali più “caldi” dove si riescono a raggiungere anche gli “accordi più improbalibili“.

In Provincia di Udine dopo:

1. il voto di scambio dell’ex Presidente Marzio Strassoldo-Tavoschi;
2. l’induzione al falso in atto pubblico del Presidente del Consiglio Marco Quai (PDL - Forza Italia) - pena di 6 mesi patteggiata;
3. le lettere di stampo “mafioso” inviate dal presidente EXE Pier Mauro Zanin (ex capogruppo Forza Italia) ai cittadini di Trivignano per accettare l’ampliamento della discarica - compenso in assegno “famigliare” pluriennale;
4. gli avvisi di garanzia sempre a Pier Mauro Zanin indagato per abuso d’ufficio, insieme all’ex numero uno di Palazzo Belgrado Marzio Strassoldo, per l’operazione con cui nel 2004 la Provincia decise di rendere completamente pubblica la Exe;
5. il caso del consigliere provinciale Stefano Della Pietra (PDl-Forza Italia), sodale di Massimo Blasoni, che predica contro i dipendenti provinciali “fannulloni” dimenticando i suoi trascorsi non tanto “alpini” da sottufficiale della Julia;

prima che sia troppi tardi, è giunta l’ora di svegliarsi!!!

Se a noi la gente ci seziona quando siamo in pubblico (e anche in privato) e giustamente pretende coerenza, una condotta rigorosa sul profilo etico e dignitosa nel rispetto responsabile delle istituzioni e degli organismi politici; la stampa ci fa la laparotomia mentre agli altri non più di tanto, dobbiamo avere la forza e il corraggio di gridare come fa Barack Obama contro G.W. Bush:

“Noi siamo un Friuli migliore di così.
Siamo meglio di come sono stati questi ultimi 9 anni di governo in Provincia di Udine”.

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